02 febbraio, 2010

I Pokemon

Serie televisive, carte collezionabili, videogiochi... I Pokémon hanno ormai invaso il tempo libero di grandi e giovanissimi attraverso media tradizionali e non, conquistando il pubblico con l’idea vincente di collezionare e far evolvere centinaia e centinaia di piccole creature mostruose a portata di tasca. Ma com’è nato questo fenomeno, che dal Giappone all’America è diventato un vero e proprio culto?
 
151 “insetti” in un videogame...
Diversamente da quanto si potrebbe pensare, la nascita dei Pokémon non è avvenuta sul piccolo schermo: i Pocket Monsters (dalla cui contrazione deriva appunto il nome Pokémon) sono infatti frutto dell’idea di Satoshi Tajiri, fondatore dello studio di sviluppo Game Freak e appassionato collezionista di insetti fin dalla più tenera età. Quando, nel 1995, Satoshi si accorse di come l’urbanizzazione stava distruggendo tutte le aree rurali del Giappone, cominciò a pensare a un passatempo in grado di concentrare tutto il divertimento che solo il collezionismo di insetti può suscitare, un gioco per Game Boy che sarebbe presto diventato uno dei più grandi successi di Nintendo: il primo videogioco dei Pokémon, dal titolo Pocket Monsters Aka and Midori (Rosso e Verde). Si trattò, in realtà, di un prodotto esclusivamente orientale, che raggiunse il mercato americano ed europeo solo nella versione successiva, quella di Pokémon Ao (Blu), con il titolo italiano di Pokémon Rosso e Blu. È da qui che vengono gettate le basi per il mondo inventato da Satoshi: 151 specie di creature tascabili da catturare, allenare e far scontrare nella fantastica regione di Kanto, ed è sempre da qui che parte il successo della serie che, utilizzando le stesse modalità di gioco di base, aggiunge sempre più numerosi e interessanti elementi e creature. Per i videogiochi Satoshi si ispirò allo stile di Shigeru Miyamoto, che considerò un vero e proprio mentore tanto da chiamare protagonista e antagonista del gioco Satoshi e Shigeru (in italiano rispettivamente Ash e Gary) come omaggio al creatore delle saghe di Super Mario e Zelda. Poco dopo fece il suo ingresso nella saga il Pokémon più amato, l’elettrizzante Pikachu, con Pokémon Giallo Pikachu, pensato in parte per sfruttare i numerosi colori messi a disposizione dal Game Boy Color e inspirato all’anime dei Pokémon.
 
Anime mania!
La serie televisiva dei Pokémon, infatti, a differenza dei videogiochi della serie in cui è possibile scegliere tra tre Pokémon iniziali (Bulbasaur, Charmander e Squirtle), parte dall’assegnazione del giallo Pikachu al giovane aspirante allenatore Ash. Molti contenuti della prima stagione del cartone animato, conosciuta con il semplice titolo internazionale di Pokémon (o, per distinguerla dalle successive, anche come Pokémon: Gotta Catch ‘Em All), ma in Italia denominata Pokémon: Lega d’Indigo, sono comunque inevitabilmente presi dalla saga Nintendo: Ash Ketchum è infatti accompagnato nelle sue avventure da Brock, a capo della palestra di Pewter City, e da Misty, la più giovane allenatrice di Cerulean City. La saga animata prosegue con altre numerose serie che vedono Ash avventurarsi in diverse terre, come quella delle Isole Orange (Pokémon: Oltre i cieli dell’avventura), stavolta affiancato dal disegnatore Tracey Sketchit, o in quella di Johto, dove viene invece ripristinato il trio originale (Pokémon: Johto Journeys). Parte dalla sesta stagione la Advanced Generation della saga, dove vengono introdotti nuovi personaggi: quello dell’inesperta e peperina Vera e quello del suo fratellino sapientone Max; per terminare poi nella nona, quando Ash, dopo un lungo viaggio nella terra di Hoenn, diventa Maestro del Parco Lotta di Kanto. Dopo questo episodio, basato su Pokémon Smeraldo, con alcuni contenuti tratti dalle versioni videoludiche Pokémon Rosso Fuoco e Pokémon Verde Foglia, la serie più recente è quella Diamante e Perla, dove Ash va a caccia di Pokémon nella terra di Sinnoh, affiancato dal fedele Brock e da una nuova compagna, Lucinda.
 
Pika pika forever

Il successo dei Pokémon su piccolo schermo porta alla nascita di interessanti episodi per il cinema, ben dodici già usciti (di cui solo 9 sono stati tradotti in italiano). Nel 1999 esce Pokémon Il Film: Mew contro Mewtwo, diretto da Kunihiko Yuyama e che vede il leggendario Pokémon Mew scontrarsi con il suo clone malvagio Mewtwo. Numerose sono le differenze con i videogiochi della serie (molti nomi degli attacchi sono diversi), ma alcune scene sono prese direttamente dalle serie animate e il film incassa circa 4.734.195 euro solo in Italia. Si tratta, soprattutto nei primi casi, di pellicole poco interessanti per un pubblico adulto e che si limitano a prendere spunto dalla trama originale delle serie animate e a far presa sui più piccoli riproponendo i loro personaggi preferiti anche nelle sale cinematografiche. Una menzione speciale meritano comunque tre titoli più recenti, Pokémon: Lucario e il mistero di Mew, Pokémon Ranger e il Tempio del Mare, e Pokémon: L’ascesa di Darkrai, che mostrano un’attenzione particolare a trama, ritmo e colonna sonora tanto da guadagnare una piena sufficienza nel panorama cinematografico globale.
A completare il fenomeno Pokémon, infine, è stata l’idea delle carte che, proprio come le creature inventate da Tajiri, sono conquistabili e collezionabili attraverso la sfida. I giocatori, infatti, utilizzano le Pokémon card, ciascuna con propri punti di forza e di debolezza, con l’obiettivo di mettere ko quelle dell’avversario. Il gioco, inizialmente pubblicato in America da Wizards of the Coast nel 1999, è passato sotto la produzione diretta della filiale statunitense di Nintendo dopo l’uscita di Pokémon Rubino e Zaffiro per il Game Boy Advance. Nel 1998, inoltre, tanto è stato il successo del gioco di carte collezionabili dei Pokémon, che Nintendo ha pensato di realizzarne una versione digitale per Game Boy Color, contenente persino alcune card esclusive. L’idea non si è dimostrata però di grande successo: nel 2001, infatti, ne è stato realizzato un sequel solo per il mercato giapponese.